Curiosità


La curiosità, se non si eccede,

è sicuramente una virtù

 

 

 

Il podio sportivo

Il podio sportivo venne ideato in Canada nel 1930 e usato per la prima volta ai British Empire Games (oggi Commonwealth Games) di Hamilton di quello stesso anno.

Fece il proprio debutto ai giochi olimpici a Los Angeles nel 1932 e, successivamente, ai giochi invernali di Lake Placid.

 

 

 

Il nome fioretto

Il nome fioretto (in francese “fleuret”) deriva dall’usanza, attestatasi nelle scuole di scherma, di apporre sulle armi da allenamento un “bottone di sicurezza”, spesso realizzato in cuoio, simile come forma ad un fiore, per evitare che gli allievi potessero ferirsi durante la pratica.

L’invenzione del fioretto è stata, a volte, erroneamente attribuita al maestro Fiore dei Liberi, uno dei primi maestri italiani di scherma di cui si ha notizia, nato in Friuli e vissuto a cavallo tra il XIV e il XV secolo. Il motivo di questa diceria deriva dall’assonanza tra il nome del maestro (Fiore, appunto) e il nome dell’attrezzo schermistico (fioretto).

In questa ipotesi vi è una grossa incongruenza storica, in quanto le prime armi che possono essere riconosciute come antenati del moderno fioretto sono, come già detto, gli spadini, armi apparve intorno al XVIII secolo, epoca ben lontana da quella in cui visse il maestro. Inoltre non vi è alcuna traccia riconducibile ad una presunta invenzione del fioretto da parte di Fiore de’ Liberi, e non vi è traccia di armi simili (o dal nome similare) negli scritti del maestro (o nel suo manuale di scherma, noto come Flos Duellatorum). Ad alimentare queste voci ha contribuito il fatto che nello stemma del Comune di Premariacco (in provincia di Udine), dove Fiore dei Liberi nacque e visse, sia stato inserito il disegno di un “fioretto” (si tratta in realtà di una spada a striscia).

 

 

 

Il Kevlar

Il kevlar è una fibra sintetica aramidica inventata nel 1965 da Stephanie Kwolek, una ricercatrice della DuPont, mentre cercava una fibra resistente ed elastica per rimpiazzare la gomma degli pneumatici. il kevlar è stato brevettato dalla DuPont nel 1973.

La sua caratteristica principale è la grande resistenza meccanica alla trazione, tanto che a parità di peso è 5 volte più resistente dell’acciaio.

Il kevlar possiede anche una grande resistenza al calore e alla fiamma. Per le sue caratteristiche di resistenza viene utilizzato come fibra di rinforzo per la costruzione di giubbotti antiproiettile, di attrezzature per gli sport estremi e per componenti usati in aeroplani, imbarcazioni e vetture da competizione.

 

 

 

Acciaio Maraging

In metallurgia, si indica con il nome di acciaio Maraging un acciaio speciale a base di ferro dalle caratteristiche di elevata durezza e malleabilità, ma anche di buona tenacità con un comportamento elastico fin quasi alla rottura.

Il ferro, costituente base della lega, viene addizionato principalmente con cobalto e nichel, in proporzione variabile, quali agenti di rinforzo. Inoltre la composizione della lega prevede la presenza di quantità minori di molibdeno, alluminio e titanio. A differenza della maggior parte degli acciai, il Maraging contiene piccolissime percentuali in peso di carbonio, all’incirca 0,01% – 0,03%.

Il termine maraging deriva dall’inglese, per contrazione dell’espressione martensite-aging, e indica il processo con cui sono prodotti questi acciai, cioè per invecchiamento, o rinvenimento prolungato, della martensite. La martensite in questi acciai ha abito cristallino cubico, dato dall’estrema povertà del tenore di carbonio; quindi essi non presentano la fragilità propria della martensite tetragonalizzata dalla presenza degli atomi di carbonio.

L’elevata resistenza meccanica, fino a 2500 MPa (megapascal) in trazione è dovuta alla precipitazione degli elementi di lega metallici, principalmente nickel e cobalto, poi titanio, alluminio e molibdeno, sui piani di scorrimento e sui bordi dei grani.

 

 

 

Arma bianca

L’arma bianca indica tutte quelle armi che provocano ferite per mezzo di punte (come pugnali e baionette), forme contundenti (come martelli e arieti)  o lame di metallo (come spade e sciabole), quelle che lanciano oggetti bellici (come archi, balestre, cerbottane e catapulte) e quelle che fungono da difesa da esse (come scudi e armature).

La locuzione deriverebbe dal bianco riflesso del sole sopra le superfici metalliche da parte di queste armi.

 

 

 

L’Elsa

L’elsa, detta anche fornimento, è l’insieme delle diverse parti atte alla presa e al controllo di un’arma bianca manesca, solitamente del tipo spada]: la guardia, la manica e il pomolo.

Si tratta, spesso, della parte dell’arma più sontuosamente decorata. Sin dal Medioevo, in Occidente, la presenza di appositi scomparti nell’elsa (nella guardia tanto quanto nel pomolo) aveva permesso all’utente di conservare dentro la spada reliquie sacre e profane, aumentando il prestigio dell’arma.

Nel suo insieme, l’elsa si compone di tre elementi:

·         guardia;

·         impugnatura, o manica;

·         pomolo.

Fa formalmente parte del fornimento anche il codolo o spiga, la parte terminale della lama che, allungata, penetra nell’impugnatura e viene ad essa fissata, con vari metodi, in modo da assicurare l’assemblaggio del tutto. Le tecniche per assicurare il fissaggio dell’elsa al codolo variano grandemente a seconda delle epoche e delle culture, e rappresentano in effetti uno degli aspetti cruciali della fabbricazione di una spada. Il punto di attacco tra lama e codolo viene chiamato ricasso.

Nei modelli europei post-medievali, lama ed elsa dialogano tramite il ricasso, una parte non affilata della lama, comunque distinta dal codolo immanicato, sulle quale si articolano le diverse componenti della guardia: bracci di rinforzo, archetti, valve ecc.

 

Manica

Parte dell’elsa preposta al controllo fisico vero e proprio dell’arma, la manica risente moltissimo della foggia e delle dimensioni della lama.

Pomolo
Il pomolo, costituito da un pomello di metallo di varia foggia situato alla base dell’impugnatura, è invece necessario per assicurare un bilanciamento ottimale dell’arma, oltre che per migliorare la presa.

 

 

Il Touché

 

Touché, participio passato del verbo toucher, ovvero “toccato”, è un’espressione francese usata da principio nella scherma: è pronunciata dallo schermitore colpito per riconoscere all’avversario l’esattezza della “stoccata” da quest’ultimo eseguita. Anche un arbitro può dichiarare il touché, sempre per confermare il colpo correttamente portato.

L’espressione trae verosimilmente origine dai duelli al primo sangue (relativamente frequenti nel XVIII secolo): in tale contesto era sufficiente toccare il rivale con la punta della spada per conseguire la vittoria. Chi accusava il colpo, proferiva il “touché” ammettendo la sconfitta e ponendo termine allo scontro nello stesso istante.

 

 

La Torcia olimpica

 

La torcia olimpica è il mezzo di trasporto della fiamma olimpica durante la staffetta che la porta  dell’accensione (di solito Olimpia), al luogo di celebrazione dell’olimpiade.

Dalla XI Olimpiade (Berlino 1936), il comitato organizzatore realizza una torcia dal design originale che viene poi utilizzata per tutto lo svolgimento del viaggio della fiamma, fino all’accensione del braciere finale.

Viene solitamente realizzata dal comitato organizzatore dei giochi olimpici in corso con un design originale e differente dalle edizioni precedenti, che rappresenti lo spirito e le caratteristiche dei giochi in corso, oltre che rappresentare il design e il gusto del paese ospitante delle olimpiadi.

 

 

 

 

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