Arbitro


Lignano Sabbiadoro, 08-09-10 gennaio 2011 Coppa del Mondo under 20 SPM SCM SCF FM foto Augusto Bizzi

 

Al bordo di una pedana  dove si disputa un match c’è sempre una presenza: L’Arbitro

 

     Rubriche correlate:    –     I cartellini dell’arbitro  –  I gesti dell’arbitro  –  Regolamento per le gare  –   in articoli intorno alla scherma: 9 Scherma e Arbitro

 

La riservatezza dell’arbitro è sancita dal suo CODICE DEONTOLOGICO (che riportiamo qui di seguito, aggiornato al 31-10-2017), vedi art.8; per cui le considerazioni che seguono sono il frutto della mia lontana esperienza in questo campo: prendetele quindi con cautela.

codice-comportamentale-arbitri-di-scherma-al-31-10-2017

 

L’Arbitro

Il match di scherma viene combattuto tra due schermitori e, ovviamente, tutta l’attenzione viene incentrata su di essi; ma c’è un altro protagonista, che tanto più bravo è tanto meno protagonista appare.

Perdonate il bisticcio di parole, ma esso è solo apparente: il combattimento non è libero, ma deve rispettare tutta una serie di regole e l’arbitro ha appunto la funzione di sancire questo rispetto, che quindi è una verifica formale. Per cui, meno le situazioni di pedana richiedono l’intervento dirimente dell’arbitro più l’incontro vive in se stesso; per contro, più esse devono ricorrere all’arbitro più possono subire in linea teorica alterazioni.  D’altra parte l’arbitro, come ogni uomo, ha dei limiti, per cui in determinate contingenze è esposto a commettere errori di vario tipo; è in questa ottica che è stato previsto con varie modalità il ricorso alla moviola al fine di essere più oggettivi possibile.

Forse a questo punto è necessario fare un po’ di storia.

Chi vi scrive, nel secolo scorso (!), sino alla categoria giovanissimi (12 anni) e nella specialità della sciabola ha provato cosa vuol dire non avere la segnalazione automatica del colpo. In pratica le stoccate erano osservate visivamente a cura di quattro assessori (o giurati) coordinati da un arbitro, opportunamente denominato Presidente di giuria; attraverso la sommatoria di un complicato sistema di espressioni tipo “tocca” – “tocca, ma in bersaglio non valido” – “non tocca” – “mi astengo” si giungeva ad attribuire la stoccata vincente. La cosa era abbastanza aleatoria e i maestri ci ammansivano dicendoci che alla fine di un torneo le stoccate valide non date e quelle non valide invece date grosso modo pareggiavano; e noi dovevamo crederci.

Andando più indietro nel tempo: la segnalazione dei colpi nella spada fu introdotta agli inizi degli anni trenta, quella del fioretto nella metà degli anni cinquanta e quella della sciabola agli inizi degli anni 90.

Interessante comunque è osservare da un punto di vista tecnico che le stoccate erano indirizzate ai bersagli più visibili e soprattutto si tendeva, per ovvi motivi, a far perdurare il colpo sull’avversario.

Da tutto ciò consegue che l’arbitro di oggi, col telecomando in mano, senza il cronometrista ed il cartellonista ai lati della pedana, per di più con la moviola sopra ricordata, è facilitato non poco nel suo compito; tuttavia con i più moderni strumenti tecnologici, qualche difficoltà è insorta con la sempre più crescente velocità di spostamento del corpo sulla pedana e in specie quella del braccio armato, oltre ad un notevole incremento del cosiddetto “tirare sul tirare”.